Sbagliare è umano, perseverare…

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Dalla squadra alla “crisi” con la stampa: l’invito è rivolto a tutti

Poche ore ancora e sarà Casertana-Vibonese, un match diventato importante per entrambi le compagini dai colori rossoblù anche e soprattutto dopo i risultati di sabato. Da una parte i falchetti di Jimmy Fontana e del vulcanico presidente Giuseppe D’Agostino alla ricerca forsennata di una propria, precisa identità in questo “strano” campionato di serie C; dall’altra la formazione di Vibo Valentia, allenata da mister Orlandi che naviga nelle zone nobili della graduatoria e vogliosa di confermare, con una buona prestazione al Pinto, questo particolare momento che sta vivendo.

La Casertana, come dicevamo, è ancora alla ricerca di una propria fisionomia, certa, reale, che ancora non è venuta fuori in queste prime sette partite di campionato dove la squadra è stata una sorta di “Dr. Jekyll e Mr. Hyde”: brutta, impacciata e poco determinata nella prima frazione di gara per poi uscire fuori nella ripresa e imporre il proprio gioco agli avversari. Allora la domanda sorge spontanea: “perché non incominciare dal dopo”? E’ la domanda che abbiamo rivolto anche a mister Fontana dopo la gara pareggiata a Matera quando lo stesso ha asserito che la squadra “ha sbagliato tante cose e credo di sapere anche dove”, quindi contro la Vibonese è lecito aspettarsi dei correttivi per eliminare questi errori. Jimmy Fontana è cosciente che rincorrere l’avversario, così come sta accadendo dall’inizio del campionato “è una brutta abitudine”. Allora, caro mister, catechizza nel giusto modo i giocatori, la squadra affinché non vengano più assunti quegli atteggiamenti di cui hai più volte parlato, per evitare errori che alla lunga pagano, in negativo.

In attesa del big match tra Casertana e Vibonese facciamo un passo indietro, ovvero al silenzio stampa imposto dal presidente Giuseppe D’Agostino, per certi versi giusto, per delle cose scritte in maniera inesatta, ma che va a penalizzare un’intera categoria, la cosiddetta “stampa casertana”, quella vera fatta di uomini e professionisti, che nel corso di oltre un trentennio non avevano mai subito un’onta del genere. Perché far pagare a tutti le colpe di pochi? E’ questa la domanda che rivolgiamo al presidente D’Agostino, sperando che possa rivedere la sua decisione. Lo sfogo del massimo dirigente rossoblù c’è stato e ha prodotto gli effetti voluti e dovuti, ma con la massima tranquillità e professionalità che da sempre ci contraddistingue, chiediamo a D’Agostino di rivedere la sua posizione. Anzi, sarebbe più giusto che chi ha sbagliato, e sa di aver sbagliato, chiedesse scusa a chi di dovere, per il bene e il rispetto di tutta la categoria. In pratica dovrebbe pentirsi e cospargersi il capo di ceneri.

Nella dottrina cattolica la cenere ricorda all’uomo la fragilità della sua condizione ed è il segno esterno del pentimento. Nel linguaggio comune la frase viene utilizzata, anche scherzosamente, per ammettere un proprio errore, una colpa, una responsabilità. Perchè sbagliare, per tutti, è umano… ma perseverare è diabolico.

Pasquino Corbelli