Casertana: meno figurine, più calciatori

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Squadra che non sembra di aver ancora capito in che categoria sta giocando

Ce l’ho…ce l’ho…ce l’ho… il ritornello è noto ed ha accompagnato, e accompagna ancora le nuove generazioni, in quello che era, ed è, la raccolta di figurine da attaccare su un album, che però ormai abbiamo completato da un pezzo. Il problema è che ora, al posto delle figurine avremmo bisogno dei calciatori, per evitare che di questa Casertana resti un ricordo solo di “fotografico” e non di risultati sportivi ottenuti.

Anche a Matera ieri l’ennesima prova sottotono di una squadra che forse solo sulla carta può ambire a certi risultati. Nel concreto questa è una squadra che si sta dimostrando normale, i cui limiti sono accentuati dai propri errori, in cui anche avversari modesti fanno una buona figura.

Gli 11 punti in classifica sono un bottino non in linea con i programmi della società. Pochezza accentuata ancora di più dal fatto di avere davanti squadre che in questo momento corrono e che possono aumentare ulteriormente il divario che ci separa da loro. Con una gara da recuperare, la Juve Stabia può spedirci a 10 punti di distanza, il Catania può potenzialmente doppiarci (ha tre gare da recuperare) gia all’ottava giornata di campionato. Senza dimenticare il Trapani che con i sui 19 punti giuda la classifica e che sarà ospite dei falchetti subito dopo lo scontro con la Juve Stabia tra due giornate. Insomma un calendario che non promette nulla di buono.

Con il pareggio di ieri, e quindi con le due reti subite e siamo a 10 dopo sette gare giocate, i falchetti sono la terza peggior difesa del campionato. Un dato inquietante questo, per una squadra che subisce regolarmente gol da nove gare consecutive, in cui praticamente va sempre sotto con conseguente dispendio di energie fisiche e mentali per provare a recuperare il risultato. Non va meglio nemmeno alla voce gol fatti, soprattutto se puoi permetterti una batteria di attaccanti quali Castaldo, Floro Flores, Padovan e Alfageme (che ormai sembra ai margini del progetto visto lo scarso utilizzo). Con 12 gol realizzati i falchetti sono alle spalle di Juve Stabia (una gara in meno), Trapani (una gara in più), Catania (tre gare in meno).

Numeri che in questo momento sono lo specchio di una realtà, che forse si continua a far finta di non vedere. Squadra in grossa difficoltà a livello fisico con giocatori ancora fuori condizione e che non hanno i novanta minuti nelle gambe; squadra, o almeno parte di essa, che probabilmente non ha ancora mentalizzato in una categoria dove curriculum e passato contano zero; senza certezze tattiche, dove i continui cambi di moduli sono la dimostrazione che quello che gli altri hanno come sicura base di partenza, la Casertana lo sta ancora cercando; squadra senza “autorità” in mezzo al campo e vittima di una fragilità (forse si sente troppo la pressione del risultato??) che la porta puntualmente a soffrire e rincorrere; squadra incompleta e non in grado di giocare con un modulo tattico che la espone fin troppo.

Ci chiediamo se non sarebbe il caso di provare a porre rimedio, piuttosto che allungare l’elenco delle scusanti, insistere e soprattutto perseverare con scelte di modulo e uomini che ad oggi si sono rivelate dannose e poco producenti in termi di punti e risultati; ci chiediamo se piuttosto che continuare ad allungare l’elenco delle scusanti, non sia arrivato il momento di rimboccarsi le maniche e iniziare a pensare a fare punti, partendo da quelle certezze seppur minime, che in questi mesi si sono raggiunte.

Giovanni Fiorentino