Casertana, i numeri dicono che non sei ancora grande

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La solidità difensiva della formazione rossoblù sul banco degli imputati: sette volte su otto i falchetti hanno subito almeno una rete

L’eliminazione dalla Coppa Italia di Serie C, indipendentemente dalla fazione “pro” o “contraria” a questa manifestazione, hanno palesato, ancora una volta, gli attuali limiti della formazione di mister Gaetano Fontana.

Una squadra costruita con il chiaro intento di tentare la vittoria del campionato e che invece, purtroppo, sta facendo i conti con delle difficoltà più dure del previsto. Fermo restando che siamo alla quinta giornata di campionato, anche se la sesta è ormai alle porte, sono i numeri che alimentano dibattiti e discussioni intorno alla formazione rossoblù. Anche ieri sera la Casertana ha subito gol, cosa che è capitata ben sette volte, nelle otto gare stagionali, dove non riesce a chiudere con il tabellino, alla voce reti subite a zero, tra l’altro passando sempre in svantaggio.

Solo nella gara di esordio stagionale, primo turno di Tim Cup contro il Picerno squadra di serie D guidato dall’ex Mimmo Giacomarro, i falchetti non incassarono reti. Era fine luglio, da allora tra Russo e l’ultimo esordiente Adamonis, hanno sempre raccolto la sfera nel sacco. Numeri inclementi che fanno riflettere, se messi insieme da una squadra che pensa in grande: sette reti subite in campionato, in cinque giornate, e falchetti che si ritrovano sul gradino più basso di questo poco invidiabile podio, insieme a Vibonese, otto gol subiti, e Paganese che nonostante una gara in meno ne ha subiti undici (Trapani e Juve Stabia ne hanno subito rispettivamente uno e due).

Numeri che lievitano se si aggiungono anche le gare di Coppa Italia, Tim Cup e Serie C, dove i falchetti hanno subito tra Livorno e Juve Stabia, altre tre reti. Insomma, dieci gol subiti in otto gare ufficiali sono veramente troppi e impongo un cambio di direzione anche perchè all’orizzonte c’è la sfida con il Catania.

Infortuni, squalifiche, mancanza di condizione, necessità di adattamento dei nuovi, stanchezza, poca lucidità, errori: questo il campionario delle “giustificazioni” messe sul tavolo e che non sempre convincono.

La verità potrebbe essere (o più semplicemente è!) diversa: mancanza di un esterno destro di ruolo, che darebbe l’opportunità di cambiare modulo senza traumi anche a partita in corso, l’insistere con una linea difensiva “a tre” che oggi non riesce a dare garanzie. E’ pur vero che alla fase difensiva partecipano tutti, e che la colpa è equamente divisa tra tutti. Ma adesso bisogna correre ai ripari, perchè potrebbe subentrare la paura e sprecare energie ogni volta per risalire la china potrebbe costare caro e una squadra costruita per vincere questo non è possibile.

Giovanni Fiorentino