Gli schiaffi? Meglio prenderli subito…

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La felicità più grande non sta nel non cadere mai, ma nel risollevarsi sempre dopo una caduta

Gli schiaffi? Se proprio devono arrivare, meglio prenderli subito, avranno pensato quelli della Casertana e così, dopo lo “schiaffettino” in casa contro la Cavese al quale i falchetti hanno reagito seduta stante, sono arrivate le due scoppole, pesanti quanto inattese di Rieti e Bisceglie. Due sconfitte che non hanno alcun tipo di giustificazione per quanto fatto vedere sul terreno di gioco da parte della squadra allenata da mister Fontana e imbottita di campioni, di giocatori che in questa categoria possono e devono fare la differenza, a patto che diventino consapevoli di questa realtà e vi si calino con la dovuta umiltà.

Gli schiaffi? Meglio prenderli subito… abbiamo fatto questa considerazione anche con mister Fontana, dopo la caduta di Rieti, dove abbiamo potuto parlare con i protagonisti a differenza di quanto accaduto dopo la débâcle di Bisceglie, quando la società ha deciso un inopinato, quanto ingiustificato silenzio stampa, non sappiamo ancora da chi è stato deciso, sicuramente una “caduta di stile”, una mancanza di rispetto per i tanti cronisti partiti da Caserta e presenti allo stadio pugliese che meritavano diverso trattamento…scusatemi lo sfogo ma era dovuto. Nell’occasione di Rieti il tecnico non poteva che essere d’accordo con noi, facendo una chiara e lucida analisi del momento.

Gli schiaffi? Meglio prenderli subito… lo ripetiamo, però nel contempo diciamo anche “fermi tutti”. E’ vero, dover giustificare delle figuracce e dei risultati del genere a chi ha indicato la Casertana come regina del mercato e squadra da battere, è veramente dura. Specie perché la nuova era della “Casertana F.C.” è partita con trascinante entusiasmo e fiducia a prescindere da tutti e da tutto. E allora ben venga una scoppola del genere. Ben venga perché, come ha avuto modo di ribadire Fontana e alcuni calciatori rossoblù, c’è tanto, tantissimo, da lavorare per lui e per i suoi collaboratori, anche in considerazione del fatto che la squadra è stata completata negli ultimi giorni di mercato e anche oltre. E’ anche vero che quando affronti squadre in palla, che col passare dei minuti acquisiscono fiducia, certi gap tecnici possono essere sovvertiti, ma è pur vero che atteggiamento, passo, attenzione, grinta, precisione nei passaggi e nei lanci, intensità, fanno la differenza sempre, in finale di Champions e alla prima partita di campionato.

Con il Catanzaro al Pinto, sabato scorso, si stava per rivedere un film già visto, una sorta di seconda visione, con i calabresi bravi a trovare il vantaggio con un gran tiro di Maita, un altro schiaffo per i falchetti, ma proprio in quel momento è scattata la reazione dei rossoblù.

Porgere l’altra guancia ancora una volta”? Avranno pensato, guardandosi negli occhi “no, stavolta davanti al nostro pubblico dobbiamo fare qualcosa di diverso dobbiamo reagire agli schiaffi” e così Castaldo e compagni hanno trovato la strada maestra, la caparbietà, per ribaltare il risultato e trovare una vittoria salutare per il cammino futuro. Ora, per riaccendere l’entusiasmo dei tifosi, leggermente offuscato dopo il doppio scivolone esterno che ha condizionato anche la riapertura della campagna abbonamenti, bisogna necessariamente fare risultato al “Fanuzzi” di Brindisi contro la Virtus Francavilla, impresa già riuscita lo scorso anno, in vista del big-match contro il Catania in programma sabato 13 ottobre al Pinto.

Vorrei terminare queste considerazioni fatte ad alta voce dedicando alla Casertana, ma soprattutto allo staff tecnico e ai giocatori rossoblù, tre massime che calzano a pennello in questo determinato momento storico.

Confucio, infatti, afferma che “La felicità più grande non sta nel non cadere mai, ma nel risollevarsi sempre dopo una caduta”. Ma ancora più incisivo è quanto affermava Muhammad Ali (al secolo Cassius Clay) e cioè che “dentro un ring o fuori, non c’è niente di male a cadere. È sbagliato rimanere a terra”. Infine, mi piace ricordare quanto dichiarato da Niccolò Campriani, tiratore a segno italiano, vincitore di tre medaglie d’oro e una d’argento ai Giochi olimpici, che si sposa bene per i tanti bravi giocatori nella rosa della Casertana. “I campioni – dice Campriani – non si riconoscono da quante gare vincono, ma da come si rialzano dopo una sconfitta”. Gli schiaffi? Meglio prenderli subito…ma ora reagiamo.

Pasquino Corbelli