L’analisi della partita. Brutti, sporchi e cattivi

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Prestazione in chiaroscuro, ma per la Casertana sono tre punti pesantissimi

Brutti, sporchi e cattivi. Prendiamo in prestito il titolo di un film del Maestro Ettore Scola, di fine anni ’70, per provare ad analizzare quella che è stata la Casertana vista ieri contro il Catanzaro. Il post gara, porta in dote tre punti pesanti sotto il profilo dell’entusiasmo e soprattutto della classifica, e servono a gettarsi alle spalle due sconfitte, inopinate ed arrivate contro due avversari modesti, che avevano fatto storcere il naso a molti. Si è tornati alla vittoria e di questi tempi è la cosa che più conta. Fino a quando arrivano i tre punti, si riescono a nascondere tante cose. È il calcio, che piaccia o no.

E allora Casertana brutta, che ha subìto la migliore organizzazione e il miglior palleggio del Catanzaro, bravo a far correre i falchetti, allargando il campo e mandando spesso fuori giri i centrocampisti rossoblù.

Nel calcio però vince chi segna un gol più degli avversari e, pur essendo d’accordo almeno in parte con mister Auteri, quando ritiene che il Catanzaro avrebbe meritato qualcosa in più, ci teniamo stretti questa vittoria contro una diretta concorrente.

Sicuramente il pacchetto difensivo rossoblù era quello più sotto osservazione: le tante defezioni per infortuni e squalifiche, aveva creato una vera e propria emergenza. Bene De Marco, ancora una volta jolly di una squadra che in quel ruolo limiti organici ne ha, Rainone e Pinna che seppur soffrendo hanno rintuzzato le giocate degli avanti ospiti usando il mestiere e un pizzico di sana irruenza. Molto bene Zito, ritornato a giocare nella linea a quattro che spesso è stato il generale che guidava l’assalto al fortino calabrese. La sua foga, da controllare in alcune gare, è stata la certezza che da questa gara qualcosa di buono sarebbe venuto fuori.

Il migliore però è stato Russo, autentico baluardo di una difesa, che quando non ha trovato i difensori a sbarrare il passo agli avanti ospiti, ci ha pensato lui. Incolpevole sul gol di Maita, ha messo insieme almeno tre interventi prodigiosi che hanno dapprima tenuto a galla i falchetti, e poi conservato in cassaforte il risultato. L’intervento su Kanoute è da applausi, la degna conclusione di un’azione bellissima da parte degli ospiti, che ha trovato altrettanta bellezza estetica nel suo intervento. Poco importa se i falchetti subiscono regolarmente almeno un gol a partita.

 A metà campo con molta probabilità le note dolenti. L’emergenza può essere un’attenuante, ma è pur vero che difficilmente si vedrà una Casertana in grado di proporre un gioco brioso, una manovra avvolgente e veloce che possa mettere in difficoltà gli avversari. Vacca sembra essere ancora lontano nella condizione per poter essere il motore che faccia girare questa squadra. Ieri, come del resto i suoi compagni, spesso troppo in difficoltà contro i dirimpettai avversari. Troppo veloce e avvolgente la manovra ospite e spesso ci si è rifugiati nelle maniere forti per sporcare la manovra offensiva calabrese. Romano e Cigliano hanno fatto il possibile, ieri il banco di prova era notevole, ed escono sicuramente soccombenti dal confronto con gli ospiti, però dalla loro c’è l’attenuante di una squadra ancora una volta costretta a cambiare uomini e modulo in una zona del campo delicata. Nel reparto mediano il migliore è stato D’Angelo, soprattutto per il gol che ha poi deciso la gara. Bravo a costruirsi quel duetto con Castaldo, bravo ad inserirsi senza palla (lo speravamo di vedere questo movimento), bravo a concludere a rete evitando l’uscita del portiere. Poi tanta corsa e sacrificio, spesso senza costrutto, però nel momento del bisogno ha ringhiato alle caviglie degli avversari.

In avanti invece, bene sia Castaldo e sia Floro Flores, con quest’ultimo che avrebbe meritato miglior fortuna con quella giocata a scavalcare la difesa prima di sbagliare il tiro a due passi dal portiere. L’ex Sassuolo e Bari sta aumentando i minuti in campo, segno che la condizione sta pian piano migliorando. Per ora va bene così. Per Castaldo invece secondo gol stagionale, sempre su rigore, e tanta corsa in fase offensiva. Conclude poco a rete, è verissimo, si allarga molto e prova a far salire la squadra, gioca dove è più utile per aiutare i compagni e questo lo porta troppo lontano dall’area di rigore. Vederlo andare in pressing sui portatori di palla avversari nei minuti di recupero è segno di cattiveria agonistica che non compri al mercato. O la tieni o non la tieni.

Insomma, il Catanzaro avrebbe meritato qualcosa in più, su questo concordiamo con Auteri, ma nel calcio vince chi fa un gol in più degli avversari e oggi quel gol ce lo teniamo stretti. Chapeau…

Giovanni Fiorentino