Casertana, alla ricerca di equibrio e identità

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Momento difficile per mister Fontana (Foto Scialla)

L’inopinata sconfitta di Bisceglie, che fa il paio con quella di Rieti, ha messo a nudo le difficoltà del momento dei falchetti 

Cavese, Rieti e Bisceglie: prime tre gare della stagione e Casertana che deve fare i conti con un avvio sicuramente imprevisto. Tre punti racimolati contro tre avversari, e non si offenda nessuno, che alla lunga con molta probabilità lotteranno per evitare retrocessione diretta-playout. Troppo poco per una squadra costruita per raggiungere traguardi diversi e con ambizioni importanti. E allora, proviamo a scomodare Agatha Christie e a quella sua massima che è ormai diventata di uso comune: un indizio (Cavese) è un indizio, due (Rieti) sono una coincidenza, tre (Bisceglie) sono una prova.  Al netto di condizione fisica da migliorare, (è evidente e palese che vi è una difformità e differenza di condizione tra i calciatori, soprattutto quelli arrivati nella parte conclusiva del mercato), sfortuna (infortunio di Meola e adesso di Pasqualoni), e gare decise in negativo da episodi (rigori, espulsioni, autoreti), che la Casertana non viva un grande momento è sotto gli occhi di tutti. Ed anche ieri al “Ventura” di Bisceglie se ne è avuta la dimostrazione. La prova che la squadra qualche problema ce l’ha, e oggi più che mai si stanno palesando. E allora proviamo a fare qualche considerazione post Bisceglie – Casertana.

Il rientro di Rainone, sicuramente il migliore del pacchetto difensivo nonostante la rocambolesca autorete, dopo la squalifica rimediata a Cosenza nel corso dei playoff della passata stagione, e le conseguenti defezioni di Blondett e Pasqualoni, ha costretto Fontana a riproporre la difesa vista in più di un’occasione nello scorso campionato. Peccato però che il rendimento non sia stato lo stesso. Lorenzini e Pinna vivono un momento sicuramente negativo. Il primo è apparso in grossa difficoltà nelle prime tre gare della stagione, mettendo in fila, ammonizione e rigore procurato contro la Cavese, ammonizione e rigore procurato con il Rieti, espulsione per fallo da ultimo uomo contro il Bisceglie, insomma un crescendo rossiniano che ha toccato l’apice quando ha lasciato i compagni in inferiorità numerica. L’ex Cosenza invece dopo un esordio positivo contro la Cavese, ha vissuto gli ultimi centottanta minuti con difficoltà, non riuscendo mai ad essere propositivo in fase offensiva e andando in sofferenza in quella difensiva. Insomma difesa in piena emergenza in vista della gara contro il Catanzaro di sabato, con il tecnico che avrà il suo bel da fare per far quadrare il cerchio.

 A metà campo continuano gli esperimenti forse nascosti sotto forma di turnover. Ieri è toccato a Mancino iscriversi al campionato, posizionato in una zona del campo dove diventa innocuo, perché troppo lontano dallo sviluppo dell’azione, soprattutto dalla zona offensiva. Cosa questa che lo ha portato a non incidere mai nel corso del primo tempo dove ha faticato e non poco a trovare la posizione. Progressi nella linea mediana non se ne sono visti, anzi la sensazione percepita è che i falchetti ogni qualvolta attaccati dagli avversari, ormai sono bastate tre giornate per capirlo, rischiano la giocata e rischiando di perdere palla lasciano metri di campo per le ripartenze che in tante occasioni sono letali. Tra l’altro con centrocampisti non dotati di una grossa gamba in fase di interdizione, (una reincarnazione di Pino Cristiano non dispiacerebbe affatto) e due esterni come De Marco, che si sta adattando e soffre come non mai in quella posizione, e uno tra Zito e Ferrara sulla corsia opposta, appare veramente difficile sviluppare il gioco provando ad allargare la manovra. E allora si diventa prevedibili e soprattutto incapaci di aggirare il pressing avversario cercando una giocata alternativa.

In avanti le cose non vanno meglio. In attesa di capire quando Floro Flores, autore della prima rete stagionale, lo scorso anno segnò alla dodicesima giornata, sarà in grado di poter garantire un minutaggio più alto e quindi avrà trovato una forma ottimale al punto da affiancarsi a Castaldo, mister Fontana continua l’alternanza tra Padovan e Alfageme. Alternanza quasi scientifica, Padovan, Alfageme, Padovan proprio per cercare di individuare chi possa essere, almeno in questa parte della stagione, il partner ideale per il bomber ex Avellino. È pur vero che ieri Castaldo ha fallito il rigore del possibile pareggio ma è anche vero che si è trattato di un episodio, una mischia in area. Per il restante pericolosità davvero poca da parte di un reparto che farebbe tremare i polsi.

Ecco dunque che non si può non avvertire la sensazione che questa Casertana stia ancora sperimentando, alla ricerca della soluzione più consona agli uomini messi a disposizione del tecnico. Purtroppo le altre hanno approfittato della lunga sosta dovuta al ritardo dell’inizio del campionato per trovare gli equilibri giusti ed una propria identità, la Casertana invece le sta ancora cercando. Mancano trentatrè giornate, il tempo c’è, nulla è perduto. A patto di cominciare da sabato. Testa bassa e pedalare.

Giovanni Fiorentino