Casertana, l’ira dei tifosi corre sui social

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I tifosi rossoblù presenti a Bisceglie (foto Giuseppe Scialla)

Tifosi delusi e amareggiati dopo la seconda sconfitta consecutiva dei falchetti. Nel mirino non solo il tecnico Fontana, ma anche i calciatori

La seconda sconfitta consecutiva, ad opera di un non irresistibile Bisceglie, come del resto accaduto sabato a Rieti, ha scosso e non poco la pazienza dei tifosi rossoblu. Tre punti in tre gare, sono un bottino difficilmente preventivabile ad inizio stagione per una squadra che è partita, e che parte con molta probabilità, con i favori del pronostico per la vittoria finale.

Le prime avvisaglie nell’esordio casalingo contro la Cavese, decisa più dalle prodezze dei singoli (Russo su tutti) che dalla prova convincente della squadra, che aveva fatto storcere il naso, ma i tre punti avevano avuto il merito di coprire le critiche. A Rieti e Bisceglie due prestazioni davvero sotto la sufficienza da parte dei falchetti che tornano dal doppio turno esterno con zero punti raccolti. Boccone difficile da digerire per una tifoseria che, forse fin troppo presto, aveva accarezzato sogni importanti, figli con molta probabilità dei tanti calciatori dal passato importante, arrivati questa estate in maglia rossoblù.

Gli stessi calciatori, a cui oggi i tifosi in modo abbastanza deciso chiedono quella personalità per venire fuori da una situazione sicuramente difficile. Sul banco degli imputati in primis il tecnico Gaetano Fontana, reo secondo il tifo rossoblù di non essere stato ancora in grado, ad oggi, di dare un volto, un’anima ed una fisionomia ben definita alla squadra. Troppo in confusione i falchetti e soprattutto mai in grado di esprimere quello che sulla carta è il loro potenziale, soprattutto in un modulo di gioco che non sembra essere tagliato per questa squadra.

Per il tecnico davvero il momento è difficile ed alle porte c’è la sfida contro il Catanzaro primo vero big match della stagione e i giorni che lo precedono non appaiono sicuramente facili. Non vengono risparmiati i calciatori accusati di non mostrare personalità e soprattutto di non aver compreso ancora la dura realtà della serie C.  Portati in trionfo nel giorno della presentazione della squadra allo stadio “Pinto”, forse credevano di poter fare un solo boccone di ogni avversario, pensando che in  campo andasse il curriculum e non il calciatore. Invece in questa categoria non si deve sottovalutare nessuno, anche se ti chiami Castaldo, D’Angelo, Vacca ecc…, perchè troveranno sempre avversari che quel curriculum se lo stanno costruendo.

Calendario alla mano, contro tre avversari davvero di livello medio basso, sono stati messi spesso alla berlina e più delle volte sono apparsi incapaci di reagire. Atteggiamento non accettabile e non comprensibile, al punto che la tifoseria oggi non lesina di criticarli e soprattutto invitarli a prendere coscienza del momento e della difficoltà della categoria. Tifosi che a questo punto, e dopo l’ennesima prova incolore della squadra, chiedono al presidente D’Agostino, unico a salvarsi dalla contestazione social, di prendere provvedimenti e di riportare calma e serenità nell’ambiente, anche a costo di usare il pugno duro. Lo deve alla piazza, lo deve ai novantaquattro di Bisceglie, lo deve a se stesso. La notte porterà sicuramente consiglio.

Giovanni Fiorentino