Bisceglie-Casertana: nel 1963 finì 0-0

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La formazione della Casertana nella stagione calcistica di serie C 1963-1964

“Sul terreno pugliese è necessario che la squadra che vi arriva con qualche ambizione di successo faccia alla svelta ad imporre la propria superiorità”…

L’incontro tra neroazzurrostellati e falchetti nella cronaca pubblicata cinquantacinque anni fa.

Serie C – stagione 1963-1964 – 15a giornata – 29.12.1963

BISCEGLIE – CASERTANA 0-0

Bisceglie: Jacoboni, Tassini, Cambi, Berlinzani, Biscaro, D’Odorico, Spina, Vallone, Antonino, Ciocchetti, Corazza.

Casertana: Righetti, Busetto, Sacchi, Piola, Anghileri, Cervati, Trapletti, Fusato, Teneggi, Brognoli, Rigolassi.

Arbitro: Capriccioli di Roma

Un punto in trasferta per la Casertana attuale è quanto di meglio si possa immaginare e sperare. Un pareggio conquistato nel catino di Bisceglie assume il sapore di una vittoria, essendo difficile giostrare su quel campo dove, ad intenderci, la scintilla cova costantemente sotto la cenere pronta ad accendere il più spettacoloso degli incendi, sol che un impercettibile fuscello di paglia venga ad alimentarla.

Sul terreno pugliese è necessario che la squadra che vi arriva con qualche ambizione di successo faccia alla svelta ad imporre la propria superiorità ed ancora più velocemente a concretarla in reti sonanti. Non esistono mezzi termini: la realtà di taluni campi è questa. Accettarla, quindi, sapendo a priori come regolarsi.

Una squadra che abbia argomenti tecnici da imporre alla svelta crediamo che non troverà ostilità di rilievo sul suo cammino, se riesce a concretarli in reti valide. Ma se al contrario ha anch’essa i suoi problemi da risolvere, allora dovrà lottare doppiamente anche se, ad un determinato momento, i suoi problemi li avrà risolti. E’ il caso di questa Casertana che, purtroppo, di problemi insoluti ne ha ancora, e che almeno per il momento non appare in grado di imporre il benché minimo diritto di una classe che è ancora latitante. E’ il caso di questa Casertana che è scesa sull’angusto terreno pugliese con il volto che, pur non potendosi definire di paura, nemmeno lo si potrebbe dire spavaldo.

Paura non certamente giacchè il nuovo allenatore, è bene a dirlo subito, rifugge dalle tattiche di rinuncia ed opta per quelle sagge coperture con rapidi contropiedi che, in condizioni normali, possono portare a risultati certamente positivi. Il risultato ad occhiali, agli effetti della classifica, starebbe a dire che gli obiettivi sono stati raggiunti e che ci si debba dichiarare soddisfatti. Per gli assenti potrebbe andar bene; per coloro che invece hanno visto il conto torna meno, giacché gli eventi hanno ampiamente dimostrato che una diversa Casertana ben altro risultato avrebbe potuto conseguire. Avesse messo a segno un paio di reti nel primo tempo, almeno dopo l’iniziale sfuriata degli atleti stellati che per consuetudine amano aggredire gli avversari in apertura di gioco salvo poi rientrare a più miti consigli non avendo da poggiare su basi solide una spavalderia fuori luogo, certamente la squadra campana avrebbe potuto passeggiare sul velluto, senza che i padroni di casa avessero potuto arrecare loro la minima insidia.

Invece abbiamo assistito allo spettacolo di una squadra contratta sulle sue posizioni con il solito Cervati, funzionante da stopper. Quanto al centrocampo siamo rimasti alle dolenti note di sempre con più di qualche uomo in condizioni abbastanza precarie. Logico che, allorché gli scattisti del Bisceglie hanno esaurito la loro carica esplosiva, gli ospiti non sono stati in grado di rendere pan per focaccia limitandosi ad una ordinaria amministrazione a titolo di dimostrazione platonica senza che alla rete di Jacoboni ne venissero pericoli seri.

Qui è necessario notare che la prima mezz’ora ha fatto segnalare svariate prodezze di Righetti, veramente rivelatosi difensore dall’occhio attento. Un tiro fulminante di Antonino al 18′; una cannonata di Tassini al 23′; una bordata di Vallone al 29′. Ed ancora una intelligente con barriera eseguita da Corazza ed una pericolosa uscita a valanga su Antonino lanciato verso la sicura segnatura, con conseguente infortunio del numero nove del Bisceglie. Non è azzardato assegnare al portiere ex mazarese molti dei meriti per questo punto conquistato, giacché i suoi interventi nella maggior parte dei casi hanno avuto del determinante.

Va notato altresì che, oltre ad Antonino, anche Berlinzani e Ciocchetti rimarrano menomati nel corso del primo tempo. Nella ripresa, mentre il centravanti giostrerà in discrete condizioni, gli altri due rimarranno dislocati alle ali, affatto utili per un impegno incondizionato. Ovviamente una condizione di favore per gli ospiti che opporranno soltanto una gran mole di buone intenzioni affatto confortate però da argomenti tecnici rassicuranti. Jacoboni non subirà insidie di sorta, pur se l’impegno di Rigolassi e di Fusato sarà elevato al massimo livello, ma sarà poco se gli altri daranno un contributo fatto soltanto di impegno e di coraggio.

Certamente di coraggio ce ne è voluto in misura esorbitante per tutta la durata della ripresa, allorché pubblico e giocatori pugliesi hanno avvertito che il nemico andava aggredito con qualsiasi mezzo, sia esso lecito od illecito. Di coraggio ce ne è voluto molto allorché in campo si è avvertito di avere a che fare con un arbitro affatto disposto alla severità, specialmente se i fulmini della sua giustizia avessero dovuto colpire gli uomini in maglia nerazzurra.

Facile arguire, quindi, che la gara si sia trasformata in una indegna zuffa con un pubblico attore di primo piano, separato come è dal terreno di gioco da uno spazio che non crediamo regolamentare e con atleti impegnati a darsele di santa ragione. Talché poteva accadere di trovarsi con Anghileri sfiorare la commozione cerebrale per un intervento proditorio di Antonino, ed un Rigolassi colpito addirittura da una scarpa di uno spettatore mentre si accingeva ad effettuare una rimessa laterale.

Per obiettività dovremmo dire anche di un mani in area di rigore da parte di Cervati, sia pur senza troppa intenzionalità. Le sole reazioni del direttore di gara saranno limitate ad una convocazione dei capitani, con la conseguenza di rendere il gioco ancora più cattivo. E bisognerà ancora segnalare tre consecutivi interventi di Righetti su altrettanti pericolosi tiri di Ciocchetti, Antonino e Berlinzani.

In sintesi una cosa troppo povera di contenuto tecnico sia da parte della squadra di casa, che impegnata com’è nelle sabbie mobili della classifica altro non potrebbe esibire, sia da parte della Casertana, che ha rimandato ancora ad altra occasione la soluzione ai suoi molteplici problemi. E’ un risultato che fa classifica, indubbiamente, che depone molto bene a favore dello spirito agonistico dei giocatori casertani, ma che non rappresenta una valida premessa per le prossime fatiche di campionato. Un pareggio contro la squadra fanalino della classifica, conveniamone, non è fatto né per inorgoglire né per imbaldanzire.

(Alberto Valerio – Il Mattino – edizione del 30.12.1963)