Continua l’incertezza in Lega Pro

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Dopo il Catania stop anche per la Viterbese: è sempre caos in serie C nonostante l’inizio dei campionato

Un’altra bufera si è abbattuta sul campionato di serie C: alla telenovelas ripescaggi in serie B si è, infatti, aggiunto un nuovo capitolo. Procedendo con ordine, è oramai noto ai più che lo scorso 11 settembre il Collegio di Garanzia dello Sport sancito la permanenza della serie B a 19 squadre, anziché 22.

Questa sentenza è stata immediatamente impugnata da Ternana e Pro Vercelli presso il Tar del Lazio, che ha accolto l’istanza, disponendo il riesame dei ripescaggi dello stesso Collegio di Garanzia in tempo utile ai fini di quest’ultimi. Tutto ciò ha obbligato il presidente Gravina a sospendere le gare delle cinque squadre coinvolte, per non alterare la regolarità del campionato che, fra mille incertezze e difficoltà, ieri ha preso il via.

Ebbene, proprio a margine del sorteggio dei calendari di questa stagione, il presidente della Viterbese, Piero Camilli, si diceva pronto a ritirare la squadra dal campionato in quanto, essendo stata inserita nel girone C, quello “meridionale”, avrebbe dovuto affrontare trasferte molto più lunghe e dispendiose rispetto alle concorrenti. Dalle parole si è passati ai fatti e proprio ieri è stato diramato un comunicato dalla FIGC, dal quale si apprende che:

rilevato che in ipotesi di accoglimento da parte del Collegio di Garanzia dei ricorsi ad esso presentati dalle sopra menzionate società (Catania, Siena, Ternana, Pro Vercelli e Novara ndr), il girone che potrebbe essere suscettibile di rivisitazioni è il girone C e che la società che potrebbe subire variazione di collocamento all’interno di detto Girone, nel rispetto del criterio oggettivo della latitudine, adottato per la composizione dei gironi, è la Viterbese Castrense;

considerato che Lega Pro deve salvaguardare la regolarità della competizione sportiva, ritiene opportuno sospendere, fino a data da determinarsi, le gare della società Viterbese Castrense”.

Sospensione che dunque non riguarda tutto il campionato, come ipotizzato da qualcuno, bensì solamente le partite della società laziale (oltre, ovviamente, alle 5 in lizza per un posto in B).

Decisione questa che getta la terza serie italiana nel baratro: in caso di ripescaggio del Catania, e di ricollocazione della Viterbese in un girone geograficamente più consono, il girone C resterebbe a 17 squadre; nel mentre, ipotizzando un ripescaggio di Ternana e Novara, rispettivamente inserite nei gironi B ed A, e con l’inserimento della squadra del patron Camilli, proprio in quest’ultimo, si avrebbero due gironi da 19 e 20 squadre creando così un evidente squilibrio numerico.

A far intravedere un bagliore di luce, ci ha pensato però Franco Frattini, componente dell’Alta corte di giustizia del Coni, ha dichiarato tramite il proprio profilo Twitter, che in settimana una decisione verrà presa: “le parti in causa riceveranno oggi richiesta di rinuncia a tutti i termini affinché io possa convocare il Collegio già in settimana per una decisione sulla serie B a seguito del decreto Tar Lazio. Il Collegio di garanzia dello Sport dovrà decidere in settimana sul formato della B e, se si deciderà per 22 squadre , quali tre hanno diritto. Io ovviamente non ci sarò perché avevo già espresso pubblicamente la mia posizione per una serie B a 22 squadre”.

Che sia questa la settimana decisiva per porre fine a questo brutto capitolo del calcio italiano? Intanto appare ovvio che il sistema calcio italiano vada rifondato al più presto, con riforme serie e concrete: una situazione surreale come quella attuale, di certo, non fa bene al movimento (per usare un eufemismo).

Oreste Cresci