L’avversaria: la Cavese di Modica

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Alla scoperta della Cavese, primo ostacolo della nuova stagione

Difesa altissima e fuorigioco, pressing in mediana e grande velocità affidata agli esterni offensivi con possibilità di inserimento in zona tiro da parte dei centrocampisti. Questo, in estrema sintesi, il gioco della Cavese avversaria nella prima giornata di campionato della Casertana. Il tutto espresso in un quattro-tre-tre in perfetto stile zemaniano di cui Giacomo Modica, tecnico dei metelliani, è un fedele seguace.

La compagine metelliana, arrivata in Lega Pro grazie ad un ripescaggio dopo il secondo posto della scorsa stagione e la vittoria nei play-off contro Cerignola e Taranto, si presenta come una formazione estremamente rinnovata. Poche le conferme e tanti nuovi innesti provenienti dal Messina, squadra allenata nell’ultimo anno dal tecnico mazarese.

Tra i pali la scelta è tra Vono (1988, arrivato dall’Akragas) e De Brasi (1995, ex Rende), col primo favorito sul secondo.

Il quartetto di difesa vede come centrali Manetta (1991) e Bruno (1990), con l’ex falchetto che proprio sotto la conduzione di Modica ha lasciato la corsia esterna. All’occorrenza pronto Silvestri (1992), uno dei pochi protagonisti del Troina della passata stagione a non essersi trasferito a Siracusa.

A destra del pacchetto difensivo lo spagnolo Palomeque (1994) prelevato dal Linares ma con alle spalle una discreta carriera nella serie C italiana. In alternativa il giovane Lia (1997), centrocampista adattato a terzino di spinta e vero e proprio incursore della fascia. Sulla corsia mancina, invece, il francese Inzoudine (1996) che nell’ultima stagione col Messina ha mostrato buone qualità offensive ma anche dei limiti difensivi.

A centrocampo l’esperienza è rappresentata da Favasuli (1983), al suo secondo anno con la casacca metelliana, e dal trequartista Fella (1993, capitano della Cavese ed autore di undici reti nella passata stagione di serie D) elemento capace di pungere in zona offensiva in fase di sovrapposizione. Il tutto senza dimenticare Migliorini (1988), altro calciatore di spessore e capace di coprire sia un ruolo a centrocampo che al centro della difesa.

In Coppa Italia è stato utilizzato in mediana anche Mincione (1998, prodotto del vivaio del Benevento), ma ha molto impressionato il giovanissimo Nunziante (2000), attaccante esterno che Modica ha trasformato in interno di centrocampo. Con loro anche Buda (1998, arriva dalla Vibonese) ed il confermato Logoluso (1997).

Non mancano le alternative anche in attacco dove spicca il nome di De Rosa (1981). Difficilmente, però, il calciatore cavese sarà nell’undici di partenza. L’unico sicuro di una maglia da titolare dovrebbe essere il mancino Rosafio (1994), ex Lecce e Juve Stabia che l’anno scorso ha messo a segno dodici reti in serie D risultando uno dei migliori elementi del Messina. Sulla fascia mancina, invece, probabile la presenza di Tumbarello (1996), centrocampista offensivo lo scorso anno nell’Eccellenza siciliana col Licata e fortemente voluto dal tecnico Modica.

Per la terza maglia d’attacco potrebbe spuntarla Agate (1992, pure lui nell’Eccellenza siciliana col Dattilo) a meno che l’allenatore siciliano non preferisca puntare su Heatley (1998, arriva dal Sud Tirol), romano di nascita ma con doppio passaporto inglese e nicaraguense. Qualche possibilità in meno per Zmimer (1999), attaccante franco-marocchino ex Kortrijk.

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Massimo Iannitti