17 ottobre 1954: Casertana-Cavese 2-1

ce cavese marchiolli
La rete di Marchiolli in Casertana-Cavese del 17 ottobre 1954

Contro gli aquilotti l’ultima vittoria risale alla stagione di IV serie 1954-1955

stagione 1954-1955 – 4a giornata – 17 ottobre 1954

Casertana: Ferrero, Pozzetti, Tassi, Bagni, Pisa, Varglien I, Gravina, Marchiolli, Ferraguti, Etrusco, Ferrari.

Cavese: Flenda, Feliciello, Passacantilli, Mattioli, Pisanti, Barone, Santoni, Zannoni, Nonis, Santin, Morello.

Arbitro: Isidori di Perugia

Reti: Santin (CAV) 25’, Etrusco (CAS) 34’, Marchiolli (CAS) 44’

In questa edizione di Casertana-Cavese il secondo tempo risultò assolutamente superfluo, avendo detto le due squadre tutto ciò che da dire avevano nella prima parte dell’incontro. Non che il discorso fosse dei più forbiti, intendiamoci, che qualche balbettio non mancò, ma per lo meno fu salva la grammatica ed il lessico non fu dei più scadenti. Fuor di metafora vogliamo dire che solo nella prima parte dell’incontro fu dato di vedere un discreto foot-ball. Vi fu bel gioco, antagonismo acceso ma cavalleresco, talvolta stile ed infine vi furono i gol: tutto nel primo tempo. Nella ripresa invece si tirò a campare scivolando, senza entusiasmo da parte della Casertana e senza ordine da parte cavese, sul filo dei minuti fino all’ambito traguardo del 90′. Comunque va detto subito che il risultato non fa una grinza e che la Casertana meritò la vittoria anche se i vinti poterono uscire dalla contesa con l’onore delle armi. Più sbrigativa, più svelta, più veloce la Casertana e con un gioco non scevro di piacevolezze stilistiche si presentò subito con una valanga di azioni e detenne il campo per tutti i primi venti minuti. Dall’altra parte, però, i cavesi seppur lenti nella manovra e più tardi nell’entrare in gioco, resistevano bene, con ordine e soprattutto efficienza. Merito soprattutto di capitan Nonis che pur schierandosi in campo con la maglia numero nove, adottò una condotta di gara piuttosto prudenziale mantenendosi leggermente arretrato. Tuttavia non furono infrequenti i suoi inserimenti all’attacco che risultarono sempre pericolosi poichè recavano ordine e ragionamento e davano l’avvio a congegnate trame.

A conclusione di una di tali trame, difatti, gli aquilotti passarono per primi in vantaggio. Fu al 25′ quando cioè Pisa intervenne male su un allungo in profondità di Santoni a Santin che in agguato, spalla a spalla con Tassi, riuscì a precedere costui sullo scatto e con una mezza girata al volo insaccò imparabilmente. Fu un bellissimo gol senza dubbio, e servì a rendere baldanzosi i cavesi, ma servì pure a stimolare la reazione vivavissima dei padroni di casa che si lanciarono a testa bassa verso l’area ospite. Difatti prima lo spigolo si incaricò di respingere un’autentica fucilata di Ferrari e poi Feliciello dovette intervenire in extremis per salvare la rete da una incursione a due sulla destra quando Flenda era già fuori causa. Ma il pareggio non tardò molto, anche se avvenne in maniera molto banale al 34′. Si trattò infatti di un tiro senza pretese dalla sinistra, autore Etrusco, che sorvolò il portiere cavese e sbattendo contro il palo di sinistra s’infilò in rete. Gli ospiti accusarono il colpo e reagirono male o non reagirono affatto sicchè l’iniziativa rimase ai casertani i quali dieci minuti dopo, al 44′ per la precisione, raddoppiarono il bottino per merito di Marchiolli che a seguito di una mischia in area riprese il pallone respinto fortunosamente da un difensore e spedì in rete con un tiro improvviso.

Nella ripresa, come detto in apertura, vi fu ben poco da vedere, tranne alcune azioni e qualche tiro indovinato dai casertani, effettuate le une e gli altri a puro titolo dimostrativo. Difatti i casertani sembravano paghi del risultato e mostravano di non volere insistere, mentre in campo cavese la stanchezza dettava le sue leggi. La mediana crollò e girava a vuoto, gli inserimenti di Nonis all’attacco si fecero meno frequenti e tutto il reparto avanzato annaspava senza costrutto dando prova soltanto di una grande buona volontà. Solo i difensori vendevano cara la pelle e s’opponevano validamente alle folate, non pericolosissime del resto, degli avanti locali. Da una disamina dei singoli per il loro rendimento odierno, si imposero un po’ al di sopra degli altri Varglien, Gravina e Marchiolli per i locali, Nonis, Flenda e Santin per gli ospiti. Buono nel complesso l’arbitraggio di Isidori di Perugia.

(Angelo Fusco – Il Mattino – edizione del 18 ottobre 1954)